Comune di Calolziocorte – Assessorato alla Cultura

Legge Regionale 26 febbraio 1993, n. 9 - Anno 2006

«Interventi per Attività di Promozione educativa e culturale»

  

Relazione dettagliata del progetto:

«FRA BERGAMO E LECCO: L’IDENTITÀ CULTURALE E TERRITORIALE DELLA VALLE SAN MARTINO»

Coordinamento scientifico del «CENTRO STUDI, Ricerche e Documentazione VAL SAN MARTINO»

  

Obiettivi da conseguirE

Þ    Conservazione e promozione del patrimonio archeologico, storico, artistico, architettonico, archivistico e librario per una valorizzazione della vocazione territoriale e della identità culturale della Valle San Martino (LC-BG);

Þ    Promozione e sostegno di eventi culturali di grande rilevanza con lo scopo di incrementare la fruizione culturale e di valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale della Valle San Martino;

Þ    Promozione di iniziative di studio, ricerca e documentazione attinenti i beni e le attività culturali per avvalorare la storia, la cultura e le tradizioni della Valle San Martino nonché analizzare i fenomeni, le dinamiche, le politiche in ambito culturale con particolare riferimento alla domanda e all’offerta di cultura;

Þ    Sostegno a progetti di formazione e sensibilizzazione dei giovani, con particolare riferimento agli studenti, alla cultura in tutti i suoi aspetti, anche attraverso l’attivazione di percorsi didattici.

 

La Valle San Martino: coordinate spazio-temporalI

Il toponimo “Valle San Martino” identifica il territorio compreso tra la sponda orientale dell’Adda e la Valle Imagna. Tuttavia, come ebbe a rimarcare lo storico briviese Ignazio Cantù (1810-1877), a livello morfologico non propriamente di una valle si tratta quanto piuttosto di una costiera esposta a mezzogiorno e affacciata sul Lago di Garlate, e sul fiume Adda suo emissario, avente come spartiacque la dorsale montuosa estesa dal monte Resegone (m 1875) sino all’Albenza. Situato alla estremità occidentale del territorio bergamasco, a cavallo fra le Province di Bergamo e Lecco, il distretto della valle è oggi costituito da nove Comuni per un totale di 60 kmq di estensione e 33.000 abitanti: Calolziocorte, Carenno, Erve, Monte Marenzo, Torre de’ Busi e Vercurago (LC), Caprino Bergamasco, Cisano Bergamasco, Pontida (BG). La Valle San Martino venne ufficialmente definita tale solo a partire dall’epoca tardomedievale, allorché, nella prima metà del secolo XV, furono redatti i primi statuti del territorio rurale bergamasco. Oggi gli studiosi propendono ad attribuire all’antico edificio di culto intitolato al Santo Vescovo di Tours, importante al punto tale da estendere lo stesso titolo all’intera vallata circostante, l’origine dell’attuale denominazione. A conferma dell’ubicazione di questa chiesa proprio in Calolzio, ci soccorrono due pergamene della metà del XIII secolo pertinenti al fondo del priorato cluniacense di Pontida: la prima, datata 12 agosto 1249, ci ricorda alcuni “homines abitanti a “Calolzo vallis Sancti Martini”; l’altra, stesa il primo dicembre 1264, riguarda le decime dovute alla pieve di Garlate dalle località di Calolzio, Cremellina, Carzano, Foppenico, Rossino e Somasca, tutte site “in vallis Sancti Martini de Calolzo plano”: trattasi di citazioni - le più antiche sino a noi pervenute - indubbiamente precedenti di due secoli quella ufficiale, ma occorre ricordare che dovettero riferirsi ad un territorio probabilmente molto più ristretto rispetto a quello indicato dagli statuti vallivi quattrocenteschi, come dimostra un’altra precisa circostanza: sempre per il secolo XIII, la porzione meridionale della Valle San Martino (bassa), contrariamente a quella settentrionale (alta) veniva comunemente definita “Vallis Pontide”. All’estremo limite dell’età longobarda, e precisamente al mese di maggio dell’anno 774, va invece ricondotta la prima testimonianza dell’esistenza di una località della valle ovvero Corte, oggi frazione di Calolzio: “Rado” figlio del fu “Radoaldo de Curte” compare infatti come testimone in un lascito trascritto in quel di Bergamo per volontà di “Taido”, uomo di fiducia del re Desiderio e illustre rappresentante dell’aristocrazia fondiaria longobarda.

 

Attività previste e Modalità di Attuazione

Mostre -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Uomini e acque. La risorsa idrica come motore dello sviluppo delle attività produttive nel territorio di Calolziocorte”.

La mostra,  basata sulla documentazione conservata presso l’Archivio storico comunale di Calolziocorte, di recente riordino e catalogazione, costituisce una naturale continuazione della precedente esposizione (dal titolo “Il filo della memoria”) allestita nel mese di ottobre del 2005 in collaborazione con la Soprintendenza archivistica per la Lombardia e si rivolge alla Cittadinanza, agli operatori culturali e alle scuole del territorio. Attraverso la ricerca di fonti atte a ricostruire il ruolo giocato dall’uso delle acque nella crescita industriale del territorio calolziese e dell’intera Valle San Martino fra il XIX e il XX secolo, la mostra si propone di promuovere la conoscenza di un aspetto del territorio che ha rappresentato una risorsa per lo sviluppo dell’economia locale nonché di individuare e documentare siti di archeologia industriale (magli, mulini, opifici, officine, ecc.) che rappresentino una testimonianza dei centri produttivi alimentati dalla forza idrica che dal passato sono giunti al presente.

Referente: dott.ssa Daniela Fusari di Mémosis, Società Cooperativa di Lodi;

Luogo: Sale espositive municipali “Italo Neri” e “Antonio Valsecchi” di Calolziocorte,

Tempi: dicembre 2006.

 

Seminari ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 “Per una crescita qualitativa delle Rievocazioni Storiche della Lombardia”.

Si tratta di una serie di tre workshop così articolata:

1. “Credibilità della Rievocazione Storica I: l’arte del saper ricostruire”;

2. “Credibilità della Rievocazione Storica II: abiti, suoni, e voci del Medio Evo”;

3. “Rievocazione Storica a Tavola: veicolo per la tutela e la promozione delle tradizioni enogastronomiche”.

I suddetti workshop intendono perseguire i seguenti obiettivi:

a) Offrire agli addetti ai lavori, siano essi Enti Organizzatori, artigiani o Gruppi Storici gli strumenti per la realizzazione, storicamente corretta, di accessori fondamentali alla realizzazione di una rievocazione storica e per lo svolgimento di discipline artistiche;

b) Offrire altresì la possibilità di elevare il proprio livello spettacolare;

c) Mettere in contatto gli organizzatori di Rievocazioni Storiche della Lombardia con quelle figure professionali necessarie affinché tali eventi diventino  disciplina culturale che, attraverso un corretto modo di proporre la storia, svolga un’importante azione didattica e divulgativa in modo qualificato e documentato.

d) Dare alle Rievocazioni Storiche della Lombardia l’opportunità di divenire veicolo promozionale del territorio verso l’esterno, momento aggregativo e di coinvolgimento della popolazione e strumento di insegnamento della storia in ambito extrascolastico.

Referente: dott. Massimo Andreoli del CERS di Venezia;

Luogo: convento di Santa Maria del Lavello in Calolziocorte;

Tempi: 23 settembre, 7 e 21 ottobre 2006

 

“Musica e storia nei monasteri e conventi fra Lecco e Bergamo”

Il progetto propone un ciclo di incontri di alta divulgazione, tenuti da studiosi qualificati e attivi a livello internazionale. Attraverso il filo conduttore della musica, sarà messa in luce la straordinaria molteplicità di esperienze culturali, artistiche e spirituali che per secoli è stata vissuta sul territorio di confine fra l’area lecchese e quella bergamasca: il succedere, l’alternarsi, il convivere delle fondazione religiose, ciascuna caratterizzata da un proprio carisma e da proprie peculiarità, traccia un itinerario nel quale la grande storia della Chiesa e della spiritualità s’intreccia con le vicende del territorio. I temi proposti sono: Pontida e la tradizione liturgica cluniacense; Civate, crocevia di persone e cultura; S. Maria del Lavello: gli ordini religiosi e la devozione mariana; S. Maria la Vite di Olginate e la tradizione monastica ambrosiana.

Referente: dott. Angelo Rusconi, musicologo, dell’Associazione Res Musica di Lecco;

Luogo: convento di Santa Maria del Lavello in Calolziocorte, abbazia di Pontida;

Tempi: ottobre-dicembre 2006

 

“Le biblioteche storiche della Valle fra religiosità e pubblica lettura”

Questo progetto intende promuovere e valorizzare il patrimonio librario e documentario custodito presso le tre biblioteche storiche di origine religiosa ma con un’antica e radicata vocazione di pubblica lettura della Valle San Martino: la Biblioteca di Casa Madre dei Padri Somaschi a Somasca di Vercurago, la Biblioteca Mandamentale di Caprino Bergamasco, la Biblioteca di San Giacomo dell’abbazia benedettina di Pontida. Sono previste conferenze di presentazione, aperture al pubblico con visite guidate e momenti di lettura animata.

Referenti: p. Maurizio Brioli CRS, prof. Rino Francia, don Giovanni Spinelli OSB;

Luogo: Somasca di Vercurago, Caprino B.sco, Pontida;

Tempi: novembre 2006.

 

Promozione di attività ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

“In loco de Calolcio. 6ª Settimana dei Beni culturali di Calolziocorte”

Il progetto denominato “In loco de Calolcio. 6ª Settimana dei Beni Culturali di Calolziocorte” riprende l’iniziativa di successo realizzata ormai da cinque anni in alcune località del territorio calolziese, evento che ha riscontrato un’ottima partecipazione di pubblico e i favori della critica, ne conferma la durata ad un’intera settimana specificatamente dedicata alla cultura locale ma amplia il campo d’azione all’intero territorio della Valle San Martino coinvolgendo, in particolare, i Comuni di Vercurago (LC) e di Caprino Bergamasco (BG). La kermesse si propone di offrire alla cittadinanza ed ai potenziali visitatori di provenienza provinciale e regionale un pacchetto di manifestazioni culturali distribuite su diversi giorni che facciano da sfondo alla valorizzazione e fruizione di alcune opere di pregio presenti sul territorio di Calolziocorte e della Valle San Martino. Mira altresì a  rendere accessibili e fruibili, tramite esposizioni di opere d’arte, visite guidate, mostre, conferenze, itinerari didattici, spettacoli musicali e proiezioni cinematografiche i principali beni storici, artistici, architettonici del territorio. Il progetto porrà anche quest’anno l’accento sul centro storico di Calolziocorte, sul castello di Rossino, sul convento di Santa Maria del Lavello unitamente alla Rocca di Somasca (Vercurago) e al centro storico di Caprino Bergamasco, luoghi, questi ultimi, teatro della rievocazione storica del commissario della Val San Martino di epoca veneta, vera e propria lezione di storia locale animata capace di veicolare tematiche culturali altrimenti inaccessibili.

Referente: arch. Valerio Sala, curatore della manifestazione nelle precedenti edizioni;

Luogo: Comuni di Calolziocorte, Caprino B.sco e Vercurago;

Tempi: 6-15 ottobre 2006.

 

Iniziative di ricerca, studio e documentazione --------------------------------------------------------------------------------------------------------------

“Valorizzazione del patrimonio artistico della Valle san Martino: testimonianze figurative tra il tardo Medioevo e il Settecento”

Una ricerca precedentemente condotta ha permesso di avviare il coordinamento degli studi finora effettuati, apportando  alcune novità riguardanti il soggetto iconografico, le personalità attive per la realizzazione delle opere e le correnti artistiche che rendono la Valle San Martino un vero e proprio crocevia di influssi provenienti da Bergamo e da Milano, in stretta connessione con quanto avveniva nelle valli vicine della Valsassina e dell’Alto Lario. Nella seconda metà del Cinquecento, inoltre, si è rilevata la progressiva affermazione  dell’influsso proveniente da Como secondo modalità ancora da precisare. Si afferma ora l’esigenza di proseguire la ricerca sulle testimonianze pittoriche della Valle San Martino coinvolgendo altri edifici della zona e prolungando l’arco cronologico della ricerca per lo meno fino al XVIII secolo, così da  configurare un panorama il più possibile completo della cultura figurativa fiorita nella Valle San Martino. In particolare, è prevista un’indagine sulle committenze e sugli artisti attraverso una mappatura dei siti significativi, una ricognizione documentaria presso gli archivi e bibliografica e una ricognizione di immagini mediante sopralluoghi.

Referente: dott.ssa Giovanna Virgilio, storico dell’arte;

Luogo: si prevede una conferenza presso la sala civica “G. Miglio” di Calolziocorte;

Tempi: 2006-2007.

 

“L’abitato scomparso di Cremellina”

Con un breve saggio pubblicato nel 1932, Mario Tagliabue accennava molto puntualmente all’esistenza, in Valle San Martino e sin dall’epoca altomedievale, di un abitato posto tra Calolzio e Vercurago e improvvisamente scomparso verso la metà del secolo XV per cause ancora sconosciute: “Cremellina”. Centro rivierasco di una qualche importanza, compare in uno dei primi documenti riguardante la Valle San Martino, datato luglio 887. Di fatto, la località di Cremellina con la sua chiesa dedicata a San Barnaba (intitolazione assai antica) e appartenente alla pieve di Garlate, spesso associata a Calolzio oppure a Vercurago, viene direttamente come località od indirettamente citata in altre pergamene, negli Statuti di Bergamo del 1331 nonché in vari atti quattrocenteschi. Dove fosse collocato l’abitato di Cremellina ha sempre costituito un nodo difficile da sciogliere: la ricerca storica/archeologica in questione intende proprio perseguire la raccolta di ulteriori indizi volti all’ubicazione del medesimo in località Pascolo di Calolziocorte, come suggerito da un recentissimo saggio storico di Gabriele Medolago.

Referenti: dott. Stefano Galloro, archeologo, e Sopr. Archeologica per la Lombardia;

Luogo: si prevede una conferenza presso la sala civica “G. Miglio” di Calolziocorte;;

Tempi: dicembre 2006.

 

TrapassatoPresente. Rivista del Centro Studi Val San Martino”

Si prevede l’avvio di una collana di studi e ricerche dedicate alla Val San Martino (diretta dall’omonimo Centro Studi) attraverso una rivista che possa raccogliere e pubblicare i contributi relativi alle ricerche ed alle tematiche affrontate da questo progetto, e non solo, e che possa fungere da strumento di supporto agli studiosi, agli operatori culturali, alle realtà scolastiche, ai cultori e, in generale, a tutti coloro che risultino interessati alle vicende storiche del territorio. Tiratura prevista: 700-1000 copie.

Referente: Centro Studi, Ricerche e documentazione Val S. Martino;

Luogo: si prevede una conferenza di presentazione del volume in Calolziocorte;

Tempi: 2007.

 

Risultati attesi

Il presente progetto richiama e amplia le prospettive di ricerca emerse sia nel corso del seminario interprovinciale “Il monastero del Lavello fra Lario, Adda e Brembo”, tenutosi il 13 novembre 2004 al Lavello, sia durante il convegno “Il patrimonio culturale della Valle San Martino. Ricerche, strumenti e valorizzazione” del 28-29 maggio 2005, mirato ad accendere i riflettori sulle peculiarità culturali della Valle San Martino nell’ipotesi della costituzione di un centro studi specificamente dedicato a questo territorio.

Nel promuovere iniziative di studio, ricerca e documentazione attinenti i beni e le attività culturali, il progetto persegue la valorizzazione del patrimonio storico, archeologico, artistico, architettonico, ambientale, musicale, archivistico e librario della Valle San Martino. Ora, alla luce di quanto sin qui evidenziato, i risultati attesi possano, sostanzialmente, riassumersi in tre obiettivi:

1) Favorire le sinergie, il coordinamento e la messa in rete di risorse ed azioni culturali fra le Province di Bergamo e Lecco;

2) Sviluppare progetti di qualità per la riscoperta dell’identità territoriale e l’ampliamento dell’offerta culturale della Valle San Martino;

3) Stimolare l’attività del Centro Studi e Documentazione della Valle San Martino (la cui istituzione è prevista per la fine del 2005), un soggetto terzo che operi autonomamente quale intermediario tra l’ambiente scientifico (università, istituzioni culturali, enti di ricerca) e la comunità nelle sue diverse espressioni (enti, associazioni, realtà scolastiche, privati, soggetti) per la salvaguardia del patrimonio culturale, la raccolta di documenti di interesse locale, la promozione e l’incentivazione delle indagini nonché la pubblicazione di studi e ricerche.

 

Ultimo aggiornamento: 09-12-11