SCINTILLANZE. PICCOLA GEOGRAFIA D'AUTORE

Collana Àncóra. Spazi immaginari di una realtà letteraria - 1

A cura di Carlo Tremolada - Presentazione di Gian Luca Baio

Editore: Centro Studi Val San Martino

Caprino Bergamasco, marzo 2008 - 158 pp.

Costo: € 10,00

 

                                                                                                                                                                                                                                                      

 

 

PRESENTAZIONE - di Gian Luca Baio

 

Meglio Kafka o la Lonely Planet per “capire” Praga? Per comprendere davvero una città, per riconoscere l’anima di un paese, di un luogo, è più utile un baedeker minuzioso incollato sulla mano o perdersi invece tra le pagine di un romanzo, di un racconto che in quella città, in quel paese o in quel luogo è stato ambientato o ha preso vita? C’è una connotazione identitaria nello spazio fisico che sfugge alla superficie spesso bidimensionale del semplice osservare e che necessita una depurazione dell’occhio, affinché lo stesso non si limiti solamente a “guardare” le cose ma le “veda” nella loro essenza esclusiva? L’arte e, nel nostro caso, la letteratura può attingere a questa visione depurata, a questo “sapere” intuitivo e sublimato dei luoghi al di là e, forse, oltre i luoghi stessi? Da e attraverso queste e simili domande è nata e si è definita la collana “Àncóra. Spazi immaginari di una realtà letteraria” che si prefigge già nella voluta ambiguità della doppia accentazione tonica, il duplice intento di ancorare il senso forse perduto di un’identità ormai complessivamente in forte trasformazione e di creare un dialogo tra spazio presente e passato per riconoscere o intuire le possibili coordinate di contesto in cui si muove e si muoverà l’immediato futuro del nostro territorio. L’itinerario che si è voluto seguire in questo viaggio identitario è del tutto peculiare: ripercorrere la realtà fisica e geografica dei luoghi di un territorio storico (la Valle San Martino) attraverso le pagine degli scrittori che in questi luoghi hanno ambientato le loro storie e fatto muovere i loro personaggi; un percorso nel territorio inteso come “spazio letterario”, fondale, quinta prospettica in cui vengono mossi fabulae e intrecci narrativi, cercando magari di comprendere in che misura la Valle, i suoi paesi, la sua gente sono stati ispiratori di pagine di letteratura. L’intenzione è anche quella di reperire e disporre di nuovo materiale per schizzare un primo abbozzo di “guida letteraria” della Valle San Martino che offra l’opportunità di percorrerla a fianco di compagni di viaggio d’eccezione: gli autori cioè che hanno creato parte delle loro opere attingendo a quel campo di forze generato dalla continua tensione tra fantasia artistica e paesaggio reale.

Certo nelle storie, nelle narrazioni, sono i personaggi che contano: agiscono e sviluppano intrecci, pensano e dialogano, offrono al lettore un solido punto di vista attraverso cui guardare e confrontarsi con fatti e situazioni, verosimili o meno. Ma il personaggio agisce in un tempo e in uno spazio circoscritti, definiti, e il suo “esserci” è frutto di un elaborato dialogo interiore tra l’autore, la propria biografia e quella dei personaggi stessi, tra vissuto reale e vissuto immaginato e agito in tempi e luoghi determinati. Le parti che compongono questa polifonia creativa stingono di continuo l’una sull’altra, si mescolano, si contaminano, si “conoscono” nel senso originario di cum-nascere, di essere insieme di nuovo generati. Di questo processo tutto interiore, i luoghi, gli spazi – quando liberati dagli stereotipi descrittivi – sono l’ambito privilegiato in cui risulta possibile, nel dato oggettivo e “geografico” del reale, entrare in contatto con la creazione letteraria e attraverso questa riconoscere i luoghi stessi ad un livello più intimo e forse più vero. Lo spazio porta il lettore dentro la storia in senso oggettuale e nel contempo astrae se stesso conducendo paradossalmente ad un differente livello di comprensione. Spesso i luoghi influenzano i personaggi e le loro azioni perché hanno prima influenzato l’autore e il suo percorso esistenziale; ma talvolta gli stessi luoghi vengono trasformati o penetrati nel loro statuto identitario dalle storie che in essi vengono ambientate. Senza Balzac, Parigi sarebbe la stessa Parigi? E Lecco, senza Renzo e Lucia? Non si abita mai del tutto la realtà, ma l’immagine che di questa viene continuamente creata e ricreata dai sistemi di pensiero degli uomini, dalla loro razionalità, passione, immaginazione: e la letteratura, nella sua ottica parziale ma non superficiale, contribuisce a questa definizione e/o astrazione.

Un viaggio letterario in Valle San Martino non poteva che prendere le mosse dal territorio del paese che storicamente ne è stato centro di riferimento amministrativo e culturale: Caprino Bergamasco. È noto che in un’ideale mappatura della geografia dei luoghi letterari d’Italia, Caprino occupa una piccola ma non del tutto trascurabile porzione: dalla semplice menzione in Piccolo mondo antico di Fogazzaro da cui traspare un probabile dettaglio storico-biografico, all’inopinato e inopinabile riferimento nel racconto incompiuto Anna di Karen Blixen la cui motivazione dettata o meno dal caso solo l’autrice avrebbe potuto disambiguare: dalla vera e propria ambientazione con saldi – anche se idealizzati – riferimenti spazio-temporali nella seconda e conclusiva parte del romanzo ottocentesco Un nido di Anna Radius Zuccari, a quella ghislanzoniana del Corvo rosso agita tra coordinate toponomastiche assai riconoscibili (Caprino, l’Albenza, Opreno, la Sonna, Pontida) ma probabilmente frutto di una rielaborazione tardiva di un plot narrativo precedentemente redatto o abbozzato in gran parte.

In “Scintillanze. Piccola geografia d’autore” si conferma definitivamente questa caratteristica singolare e distintiva del piccolo centro bergamasco, e si amplia in maniera significativa e davvero insospettata il “catalogo” delle opere letterarie che lo hanno visto protagonista esplicito – o comunque solidamente riconoscibile – dello sviluppo narrativo. Manfredo Vanni, Cesare Cantù, Sofia Albini, Antonio Ghislanzoni: nomi importanti che tanto hanno rappresentato nella storia della letteratura e della cultura italiana; autori che, per motivi e circostanze differenti, hanno tutti incontrato e conosciuto durante la loro vita questa porzione estrema del territorio bergamasco e che ne sono rimasti colpiti, suggestionati, attratti, sino a volerla popolare con la propria fantasia.

Scintillanze, appunto: affinità elettive colte al primo sguardo ma intuite nel cuore prima ancora che negli occhi; come elettivo è stato il rapporto con i medesimi luoghi, del curatore di questo volume, Carlo Tremolada, che oltre a sceglierli come definitivo buen retiro dopo un prestigioso percorso professionale e umano svolto nel capoluogo lombardo, li ha collocati al centro dei suoi interessi di studioso appassionato e di fine esploratore della nostra memoria storica e culturale. La godibile leggibilità dei testi – solo qua e là parzialmente compromessa dalla patina del tempo e dall’ineluttabile modificazione del gusto e del palato dei lettori – unita alla precisione documentaria e critica con cui vengono introdotti e commentati in questa preziosa ed elegante antologia, fanno di questo libro armonico, un modello esemplare di “editoria periferica” ma dagli orizzonti culturali per nulla angusti.

Del resto, in ultima analisi, a fondamento dei libri ben riusciti c’è sempre un desiderio elettivo, un affetto, una “scintillante” passione: considerata quella davvero grande del suo curatore, crediamo proprio che questo libro lo sia.

 

INDICE

 

Presentazione - di Gian Luca Baio

 

Racconti

IL MAESTRO DI PERLUPARIO - di Manfredo Vanni (1860-1937)

POVERA MENICA! - di Cesare Cantù (1804-1895)

ANNO NUOVO - di Sofia Albini (1856-1919)

IL CORVO ROSSO - di Antonio Ghislanzoni (1824-1893)

 

Partners

Con il patrocinio e contributo di:

Regione Lombardia. Culture, Identità e Autonomie della Lombardia

Comune di Caprino Bergamasco

Con il sostegno di:

BCC Cassa Rurale di Treviglio-Calolziocorte

Fondazione Cassa Rurale di Treviglio

 

 

Ultimo aggiornamento: 16-08-11