SILVANO BULGARI E IL MONASTERO DI SANTA MARIA DEL LAVELLO [continua]

Catalogo della mostra di Sculture e GioielliScultura a Calolziocorte, 9-23 novembre 2008

Testi: Fabio Bonaiti, Giovanni Porzio, Alan D. Altieri, Armando Torno, Federico Poletti

Fotografie: Sergio Stamerra

Editore: Silvano Bulgari

Milano, novembre 2008 - pp. 175


                                                                                                                                                                                                                                                      

 

 

SILVANO BULGARI E IL MONASTERO DI SANTA MARIA DEL LAVELLO - di Fabio Bonaiti

 

Pratico raramente le suggestioni dell’arte contemporanea e, altresì, conosco poco le arti applicate quali l’oreficeria e la scultura di cui Silvano Bulgari è, senza dubbio, un magistrale interprete; e, confesso, mi sono avvicinato a lui, e alle sue meravigliose opere, con la reticenza tipica di chi si accinge a percorrere, impreparato, sentieri sconosciuti. Tuttavia, sin da subito, mi hanno colpito l’originale personalità dell’autore e, al contempo - sfogliando il catalogo della mostra «L’altro Bulgari» tenutasi a Milano nel 2003 -, la peculiarità delle sue Sculturegioiello e dei suoi Gioielliscultura che, attraverso un connubio unico tra arte orafa e dello scolpire, cercano di rappresentare le emozioni più profonde dell’anima indagando il senso della naturalità dell’uomo e il suo lato oscuro.

Non nascondo la mia predilezione per la prima categoria di manufatti, le Sculturegioiello. In esse infatti, e si tratta ovviamente di suggestioni personali ancorché a me più congeniali, ho colto il forte richiamo all’arte del passato e l’evocazione di relitti di epoche lontane - quasi un singolare esercizio di archeologia sperimentale - che, straordinariamente, si intrecciano ai temi delle fiabe, dei miti classici, dell’antico Egitto, del Medioevo e del Rinascimento, dell’Art Nouveau (oltre a dimensioni oniriche, realtà oggettive o istanze del mondo attuale). Cito, in modo assolutamente arbitrario, solo alcuni esempi: innanzitutto la Cotta, fedele riproduzione di una tunica di maglia trecentesca che potremmo vedere oggi indossata da un re-enactor impegnato in una rievocazione storica o esposta in un museo oplologico; oppure l’Elmo di fattezze greche che sembra appena deposto da un eroe mitologico e, ancora, la Scena di battaglia longobarda dove immediati appaiono i riferimenti al celeberrimo piatto in argento appartenente al tesoro di Isola Rizza (VI secolo d.C.) e al cavaliere in bronzo dorato dello scudo di Stabio, uno dei più straordinari reperti di età longobarda a noi giunto; o, infine, la Veste maschile che danza, di spiccato e raffinato gusto rinascimentale.

Un rimando al Rinascimento, si diceva: nel suo operare artistico Silvano Bulgari, orafo-scultore, si rifà proprio al concetto di bottega e alla dimensione di artigiano tipica di quell’epoca. Non solo. Tutte le sue opere, esemplari unici ed irripetibili, vengono realizzate con la tecnica della cera persa, che si riallaccia a quella grande tradizione storica che ha trovato in Benvenuto Cellini (Firenze 1500-1571, scultore, incisore e orafo fiorentino, tra i principali esponenti del gusto manierista in Italia e in Europa) il suo più grande fautore. Il Rinascimento, epoca che celebra il ritorno alle forme classiche dell’arte romana antica, l’adozione di un metodo “sperimentale” nello studio della natura e la concezione dell’individuo come misura e centro dell’universo, costituisce il substrato più intimo della produzione de «L’altro Bulgari»; che è poi anche, attraverso un doppio canale metaforico, il trait d’union con la suggestiva cornice che ospita la presente mostra «Silvano Bulgari: artefice di Sculturegioiello & Gioielliscultura»: la chiesa con l’annesso convento rinascimentale di Santa Maria del Lavello in Calolziocorte.

Quivi, infatti, ed è questo il primo simbolico collegamento, Silvano Bulgari ha riconosciuto un luogo ideale dove poter mostrare al pubblico le proprie opere attraverso un singolare percorso che pone la ricerca interiore in stretta relazione con il contesto architettonico di origine tardo medievale e di maturazione rinascimentale quale appare il complesso del Lavello configuratosi, così come oggi lo ammiriamo dai due chiostri, nel corso del Cinquecento. E poi la chiesa conventuale di Santa Maria, autentico scrigno di tesori artistici e secolare custode dell’imponente Crocifissione affrescata nel 1487 nella cappella settentrionale, da attribuire forse al pittore piemontese Giovanni Tornelli, alla quale mi viene spontaneo associare il crocifisso rappresentato nell’enigmatica scultura Finalmente Uomo che rappresenta il travaglio interiore di Silvano Bulgari di fronte all’incommensurabile figura del Cristo.

Ma il convento mariano del Lavello, la scultura che lo orna e l’epoca rinascimentale in cui fiorisce ci permettono infine, ed è questo il secondo filone allegorico di congiunzione, uno stimolante aggancio alla realtà odierna: oggi, come nel Rinascimento, viviamo in un clima di confusione politica e di precarietà economica che ci costringe a metterci a nudo e ad affrontare i nostri demoni. Spettri che si tramutano in inquietanti interrogativi sull’essenza di Dio e dell’uomo, in una individualità esasperata, nella solitudine interiore ed esteriore, nella coesistenza del bene e del male, in esperienze, sentimenti, pensieri.

Ecco perché la visita al Santuario trova nell’itinerario espositivo la sua più naturale continuazione e, viceversa, la mostra rivela nel complesso architettonico del Lavello il suo più insigne coronamento. Un affascinante viaggio, dunque, tra passato e presente alla ricerca dell’essenza stessa del vivere e della condizione umana, reso unico ed irripetibile grazie alla seducente chiave interpretativa offertaci da Silvano Bulgari.

 

SOMMARIO

 

Silvano Bulgari e il Monastero di Santa Maria del Lavello - di Fabio Bonaiti

Presentazione - di Giovanni Porzio

Sculture

Sculture monumentali

Giochi "proibiti" - di Silvano Bulgari

"Finalmente uomo" - di Alan D. Altieri

Disperatamente uomo - di Armando Torno

Committenze

Gioielli scultura

La dotta mano, viaggio nell'arte di Silvano Bulgari - di Federico Poletti

Didascalie

Biografia

Mi racconto - di Silvano Bulgari

Principali mostre personali e bibliografia

 

Con il patrocinio e contributo di:

Consiglio Regionale della Lombardia

Provincia di Lecco

Città di Calolziocorte

Fondazione Monastero di Santa Maria del Lavello

Comunità Montana Valle San Martino

Centro Studi Val San Martino

Pro Loco Calolziocorte

Con il contributo di:

ACEL Service

Casinò di Campione

Unione Artigiani di Lecco

Con.S.Aut

 

 

Ultimo aggiornamento: 09-12-11